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Ansia somatizzata allo stomaco: sintomi e come superarla

Ansia somatizzata allo stomaco: i sintomi e i disturbi più comuni, cosa la causa e i rimedi possibili per superarla.
Ansia somatizzata allo stomaco: sintomi e come superarla

Indice dei contenuti

L’ansia somatizzata allo stomaco e i suoi sintomi spesso riducono drasticamente la qualità della vita. Ma per quale motivo?

L’ansia è tra i disturbi mentali più comuni al mondo, ma non si manifesta sempre con sintomi emotivi chiari.

Spesso, si manifesta con sintomi fisici nell’apparato digerente, causando disagi intensi e difficili da sopportare.

Questi sintomi possono essere di intensità variabile, da lievi a severi, e possono portare a notevoli disagi nella vita di tutti i giorni.

È importante capire che questi sintomi non sono frutto dell’immaginazione, ma rappresentano piuttosto una reazione fisica allo stress.

Uno dei problemi più frequenti legati all’ansia e allo stress è l’alterazione dell’asse intestino-cervello.

Ne è un esempio la dispepsia funzionale, un disturbo digestivo comune causato dalla somatizzazione dell’ansia nello stomaco.

Ma come comunicano cervello e intestino tra loro? È possibile prevenire questi disturbi?

Quali sono i rimedi per il mal di pancia causato dall’ansia e dallo stress?

In questo articolo analizzeremo a fondo l’ansia somatizzata allo stomaco: sintomi, cause, come viene diagnosticata, opzioni terapeutiche e strategie per gestirla.

 

Somatizzazione dell’ansia: cos’è, perché succede e cosa comporta

La nostra risposta naturale al pericolo si manifesta con l’ansia, che agisce come un segnale d’allarme, se necessario.

Non sempre l’ansia indica una condizione patologica che richiede trattamento.

Essa rappresenta infatti un’emozione normale e talvolta utile.

Altre volte, invece, diventa un problema.

Ad esempio, quando gli stati ansiosi si verificano spesso e senza una causa reale, in assenza di motivi evidenti, e le reazioni scatenate sono eccessive rispetto alla situazione pericolosa.

La somatizzazione dell’ansia si verifica quando la mente trasforma il disagio psichico in dolore fisico, coinvolgendo una o più parti del corpo.

Nella somatizzazione si esprimono sintomi che non sono direttamente collegati a danni o disfunzioni di un organo (disturbi funzionali).

Se questa condizione ansiosa o stressante dura a lungo, gli ormoni rilasciati dalla corteccia surrenale in risposta allo stress si esauriscono.

Ciò causa nella persona affetta stanchezza cronica e difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane.

Nei casi di persone affette da certe malattie, la somatizzazione dell’ansia può aggravare i sintomi o persino la condizione clinica generale.

In sostanza, il nostro corpo invia segnali fisici che difficilmente possono essere ignorati, per esprimere un disagio psicologico trascurato, consapevolmente o meno.

 

Quanto dura l’ansia somatizzata allo stomaco e i suoi sintomi

La durata dei sintomi di ansia somatizzata allo stomaco e dei suoi sintomi può variare significativamente e non esiste un periodo predefinito, specialmente in casi cronici.

Esistono due situazioni possibili:

  • Episodi occasionali: in alcuni casi, l’ansia somatizzata allo stomaco può verificarsi in modo sporadico, provocando disagi limitati che durano solo per alcune ore. Questi episodi, sebbene spiacevoli, di solito non causano problemi gravi.
  • Disturbi frequenti: se la persona sperimenta sintomi allo stomaco legati all’ansia in modo regolare, la sensazione di disagio potrebbe diventare continua. In queste circostanze, si potrebbe anche osservare un calo significativo del peso corporeo a causa di una ridotta assunzione di cibo o di una digestione compromessa.

Una conseguenza della cronica ansia allo stomaco è spesso l’auto-esclusione sociale.

Chi somatizza l’ansia allo stomaco, tende spesso ad evitare pasti in compagnia, poiché l’ansia impedisce loro di godersi questi momenti.

La paura di sentirsi male in presenza di altre persone può intensificare lo stato ansioso del soggetto, creando un circolo vizioso in cui l’ansia e i sintomi fisici si alimentano a vicenda.

 

Come funziona la digestione

La digestione è un processo complesso che si svolge nel tratto gastrointestinale, essenziale per estrarre nutrienti dai cibi che consumiamo.

Gli stimoli esterni possono influenzare questo processo, coinvolgendo non solo lo stomaco ma anche l’intestino.

Il controllo dell’equilibrio ormonale ed enzimatico, fondamentale nel processo digestivo, è regolato dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Questo asse, attraverso la produzione di ormoni, modula l’adattamento del nostro corpo a stimoli esterni o a situazioni di stress psicofisico.

È il principale asse coinvolto nella risposta allo stress, composto da una parte ipotalamica e una ipofisaria, e da una parte periferica rappresentata dalla corteccia surrenalica.

Durante una situazione stressante, il primo meccanismo che si attiva è la fase autonoma, con la produzione di catecolamine (adrenalina e noradrenalina) attraverso l’attivazione del sistema nervoso simpatico.

Segue la fase metabolica, dove l’ipotalamo rilascia il fattore di rilascio della corticotropina (CRF), che influisce sulla produzione dell’ormone adrenocorticotropo (ACTH) a livello ipofisario.

L’ACTH stimola la corteccia surrenalica a secernere glucocorticoidi come il cortisolo, un ormone che aiuta a gestire lo stress.

La produzione di cortisolo, adrenalina e noradrenalina si arresta quando la situazione stressante viene superata.

Tuttavia, se la produzione di questi ormoni eccede la capacità dell’organismo di smaltirli, lo stress diventa cronico, portando a diverse conseguenze.

Tra queste, problemi digestivi come:

  • difficoltà digestive;
  • sensazione di pienezza;
  • nausea;
  • acidità;
  • bruciore di stomaco;
  • intolleranze alimentari;
  • alterata motilità intestinale.

Stress e ansia possono essere legati alla cattiva digestione poiché l’attivazione cronica del sistema nervoso altera la motilità dell’apparato digerente, influenzando negativamente i processi di digestione e assorbimento dei nutrienti.

Inoltre, il cortisolo inibisce la produzione di muco gastrico nello stomaco, aumentando il rischio di infiammazione gastrica (gastrite nervosa) e, a lungo termine, di ulcera gastrica.

L’alterazione della secrezione acida influisce anche sull’equilibrio acido-base dell’organismo.

Infine, lo stress aumenta la quantità di acidi grassi nel sangue e inibisce la loro metabolizzazione nel fegato, potendo portare a resistenza insulinica e ipercolesterolemia.

 

Ansia somatizzata allo stomaco: sintomi e alimentazione

 

Il legame tra cervello e intestino

Come evidenziato da numerosi studi, esiste un collegamento stretto tra cervello, intestino, microbiota e sistema immunitario.

Questo legame è reso possibile dal sistema nervoso autonomo (“nervo vago” o “nervo pneumogastrico”), dal sistema nervoso enterico e da vari ormoni, la cui produzione è influenzata dal cibo e da stimoli come emozioni, eventi, stati d’animo e abitudini.

Questo complesso neuro-endocrino-immunitario svolge molteplici funzioni all’interno dell’organismo.

Il cibo non solo ricostituisce le nostre riserve energetiche e strutturali, ma influisce anche sul sistema di regolazione dell’intero organismo.

Purtroppo, i disturbi digestivi legati a stress e ansia sono spesso percepiti come “virtuali” o presenti solo nella mente del paziente, venendo quindi trascurati da molti medici e professionisti sanitari.

Questo può portare a ulteriore confusione e angoscia per i pazienti affetti da queste problematiche.

Le interazioni tra ansia, stress psicofisico e disturbi digestivi sono molto comuni nella popolazione generale.

Nonostante questi problemi siano spesso considerati minori da esperti del settore e tendano a essere sottovalutati, esiste una chiara correlazione tra disturbi alimentari legati allo stress e mal di pancia.

L’asse intestino-cervello-microbiota svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute.

Ad esempio, soggetti con elevati livelli di ansia e depressione hanno maggiori probabilità di sviluppare la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Si stima che circa due terzi dei casi di IBS siano collegati a disturbi dell’umore, un elemento chiave nell’insorgenza di disturbi digestivi.

Gli studi indicano che lo stress non solo influisce sulla motilità e la secrezione gastrointestinale, ma anche sulla permeabilità intestinale.

Lo stress cronico o le preoccupazioni, che possono portare all’ansia somatizzata allo stomaco, hanno inoltre un impatto negativo sul decorso di alcune malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.

 

Come l’alimentazione influisce sull’umore

Il legame tra cervello e sistema gastrointestinale funziona anche nel “senso inverso”.

Studi hanno evidenziato che non solo lo stato mentale – e quindi il cervello – influisce sullo stomaco, ma che anche il contrario è vero: un’alimentazione poco salutare può provocare problemi cognitivi.

Questo legame è stato dimostrato da Chris Van Tulleken, un medico inglese, che in un documentario ha mostrato gli effetti su di sé di una dieta ricca di grassi e zuccheri per trenta giorni.

Sebbene l’aumento di peso fosse atteso, sorprendenti sono state le conseguenze cognitive: alcune aree del cervello hanno subito danni, compromettendo memoria, concentrazione e capacità decisionali.

Si tratta quindi di un ciclo continuo di interazione tra cervello e intestino.

 

Ansia somatizzata allo stomaco: sintomi

Nell’ansia somatizzata allo stomaco, i sintomi possono differire molto tra persona e persona, e anche in base alla parte dell’intestino interessata.

Comunemente, quando la somatizzazione avviene nella parte superiore dell’apparato gastrointestinale, i sintomi relativi a una digestione problematica includono:

  • Dolori addominali (mal di stomaco): questi possono variare da crampi a fitte o essere dolori diffusi nell’addome. Sono spesso descritti come persistenti e generalizzati. Questa sensazione deriva spesso dalla contrazione eccessiva dello stomaco. È una reazione abbastanza comune, poiché l’ansia pone l’organismo in uno stato di allerta e causa tensione in tutto il corpo, stomaco incluso.
  • Bruciore di stomaco e reflusso acido (o reflusso gastro-esofageo): l’ansia può aumentare influenzare il funzionamento dell’esofago e alterare la produzione di acido gastrico. Ciò causa bruciore di stomaco e reflusso acido, che possono evolvere in disturbi cronici.
  • Nausea e vomito: l’ansia può provocare una sensazione costante di nausea e, in casi più gravi, portare al vomito.
  • Sensazione di gonfiore: molte persone con ansia somatizzata allo stomaco riportano di sentirsi gonfie, spesso accompagnate da flatulenza.
  • Appetito alterato: alcune persone possono notare un cambiamento nell’appetito, sperimentando sia un aumento che una diminuzione della fame.
  • Sensazione di pesantezza: alcuni individui sentono pesantezza o pressione nell’addome superiore, che a volte può essere dolorosa.
  • Dispepsia: difficoltà nella digestione che può portare a dolore.

D’altra parte, quando l’ansia si somatizza nella parte inferiore dell’apparato gastrointestinale, i disturbi più frequenti sono:

  • Meteorismo: eccessiva presenza di gas nell’intestino, che causa gonfiore.
  • Crampi addominali: dolori acuti o spasmi nell’addome.
  • Disbiosi intestinale: squilibrio nella flora batterica intestinale.
  • Stitichezza alternata a diarrea: variazioni irregolari nella consistenza e frequenza delle evacuazioni.
  • Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) o colite spastica: disturbo cronico che colpisce il colon, causando dolore addominale, gonfiore e alterazioni dell’evacuazione.
  • Ipercinetica intestinale: aumento dell’attività motoria dell’intestino che può causare disturbi digestivi.

 

Cause dell’ansia somatizzata allo stomaco

Le cause dell’ansia somatizzata allo stomaco possono differire da individuo a individuo, ma ci sono alcune spiegazioni comuni che vanno considerate.

  • Stress e tensione emotiva: l’ansia è frequentemente una risposta a stress emotivi. Situazioni di stress, problemi personali o difficoltà nella vita quotidiana possono innescare l’ansia e i relativi sintomi gastrointestinali.
  • Sensibilità gastrointestinale: alcune persone possono essere più sensibili ai cambiamenti nel loro sistema digestivo. Questa maggiore sensibilità può accrescere la probabilità di sperimentare sintomi gastrointestinali durante periodi di ansia.
  • Comorbilità psicologica: l’ansia somatizzata allo stomaco può coesistere con altre condizioni psicologiche legate all’ansia e allo stress, come il disturbo d’ansia generalizzato o il disturbo da somatizzazione.
  • Traumi passati: individui che hanno vissuto traumi o eventi stressanti significativi in passato possono essere più inclini allo sviluppo dell’ansia e dei conseguenti sintomi gastrointestinali legati all’ansia somatizzata allo stomaco.

È importante aggiungere che l’ansia può provocare mal di stomaco attraverso l’asse intestino-cervello, il collegamento bidirezionale neurologico che unisce il cervello e l’apparato digerente di cui abbiamo parlato precedentemente.

Lo stress cronico può influenzare negativamente questo asse, alterando i circuiti del dolore e influenzando la digestione, la secrezione e la motilità gastrointestinale.

Queste cause sottolineano l’importanza di un approccio olistico nella gestione dell’ansia, che non solo consideri gli aspetti fisici ma anche quelli emotivi e psicologici.

 

Come riconoscere la somatizzazione dell’ansia allo stomaco

Riconoscere l’ansia somatizzata allo stomaco come potenziale fonte di problemi gastrointestinali è essenziale, ma è altrettanto cruciale escludere cause mediche alternative.

Se si riscontrano sintomi come quelli menzionati, è consigliabile richiedere un’analisi completa da parte di un medico.

Il medico effettuerà controlli fisici e, se ritenuto opportuno, procederà con esami diagnostici per scartare altre possibili patologie che potrebbero generare sintomi analoghi.

Dopo aver escluso cause fisiche, potrebbe essere utile rivolgersi a uno specialista in salute mentale per valutare se l’ansia sia la causa dei disturbi.

Durante questo processo, il terapeuta esaminerà i sintomi, le possibili cause e il contesto di vita del paziente.

È cruciale essere sinceri e trasparenti in questa fase per garantire una diagnosi precisa, essenziale per un trattamento adeguato.

 

Rimedi per l’ansia somatizzata allo stomaco e i suoi sintomi

Dopo la diagnosi, l’ansia somatizzata allo stomaco e i suoi sintomi possono essere trattati con successo attraverso diversi approcci.

Se le patologie fisiche sono state escluse attraverso controlli medici specializzati e si conferma che l’ansia è la causa principale dei problemi allo stomaco, ci sono alcune azioni immediate che si possono intraprendere.

  • Psicoterapia: fondamentale per il trattamento dell’ansia somatizzata. In particolare la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT). Questa tipologia di terapia psicologica è tra le più efficaci per l’ansia somatizzata allo stomaco. Aiuta a riconoscere e gestire pensieri, emozioni e comportamenti legati all’ansia. È fondamentale proseguire con la terapia anche dopo il miglioramento dei sintomi, per trattare le cause profonde dell’ansia e prevenire le ricadute.
  • Farmacoterapia: in certi casi, possono essere prescritti farmaci per trattare l’ansia, come antidepressivi, ansiolitici o altri farmaci specifici.
  • Gestione dello stress: tecniche di gestione dello stress, come la respirazione profonda, il rilassamento muscolare progressivo e una buona organizzazione delle attività quotidiane, sono fondamentali per controllare l’ansia somatizzata allo stomaco.
  • Yoga: lo yoga aiuta a regolare le funzioni dei sistemi cardiovascolare, ormonale, digestivo e nervoso. Offre numerosi benefici per la salute generale: favorisce il rilassamento, migliora la respirazione e incrementa l’autostima. Alcune pratiche yogiche specifiche contribuiscono alla gestione dello stress e migliorano la funzione intestinale, sostenendo così la salute fisica e mentale.
  • Esercizio fisico: l’attività fisica regolare può aiutare a diminuire l’ansia, lo stress e migliorare il benessere generale, inclusa la salute del sistema digestivo. A volte anche solo una semplice passeggiata o una leggera corsa all’aperto consentono all’individuo di liberarsi della tensione mentale e contribuiscono a facilitare lo svuotamento gastrico.
  • Mindfulness e meditazione: queste pratiche possono aumentare la consapevolezza dei sintomi fisici e delle reazioni emotive, offrendo un modo più efficace per gestire l’ansia. Queste tecniche non hanno un impatto diretto sul corpo come le diete, ma sono metodi di rilassamento quotidiani che permettono di concentrarsi sul presente.
  • Cambiamenti nello stile di vita e alimentazione: modifiche dietetiche, come ridurre l’assunzione di cibi piccanti o grassi, di caffeina, di bevande gassate e alcol, e l’adozione di uno stile di vita sano possono aiutare a diminuire i sintomi gastrointestinali collegati all’ansia.
  • Rimedi naturali: quando la cattiva digestione ha cause funzionali anziché organiche, alcuni rimedi naturali possono rivelarsi utili. Tra i più efficaci e tradizionali rimedi per i problemi digestivi legati all’ansia somatizzata allo stomaco ci sono le tisane calde a base di erbe. Ad esempio, la camomilla, i semi di finocchio e lo zenzero sono spesso impiegati. Lo zenzero, in particolare, è usato da tempi antichi per alleviare problemi digestivi, crampi allo stomaco e costipazione. Anche il cardo mariano è stato studiato per le sue proprietà, tra cui il miglioramento della digestione.

È inoltre importante aggiungere che tenere un diario dei sintomi può aiutare a riconoscere i fattori scatenanti e a monitorare i progressi nel corso del tempo.

 

Prevenire l’ansia somatizzata allo stomaco

La prevenzione della somatizzazione allo stomaco è possibile solamente quando si comprendono le cause che inducono una persona a vivere per lungo tempo in uno stato di ansia o stress, che poi si manifesta con una cattiva digestione.

Pertanto, è cruciale identificare e affrontare le radici del problema, che potrebbero essere più complesse e profonde di semplici dolori fisici.

Dal punto di vista nutrizionale, è essenziale assicurare un adeguato apporto di macro e micronutrienti.

Questo perché le risposte ormonali allo stress possono modificare il metabolismo cellulare e, di conseguenza, alterare il fabbisogno di specifici micronutrienti.

 

Ansia somatizzata allo stomaco: sintomi e psicoterapia

 

Il ruolo dell’alimentazione nell’ansia somatizzata allo stomaco

Il cibo può influenzare positivamente l’umore e le attività cerebrali, così come quelle dell’apparato gastrointestinale, del microbiota e del sistema immunitario.

È noto che sotto costante stress, il nostro corpo può mostrare carenze di alcune sostanze vitali per il suo funzionamento ottimale.

Tra queste troviamo:

  • Vitamine del gruppo B: queste vitamine sono cruciali per generare bioenergia cellulare e per il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale. L’acido folico e la vitamina B12, specialmente nelle loro forme metilate naturali, insieme alla vitamina C e ad altri cofattori, sono essenziali nel metabolismo delle catecolamine, adrenalina e noradrenalina.
  • Vitamina C: questa vitamina è fondamentale per il mantenimento dei tessuti connettivi e per il funzionamento normale del sistema immunitario, e si accompagna all’azione di zinco e selenio. Gioca anche un ruolo chiave nella produzione adeguata di adrenalina.
  • Magnesio: partecipa attivamente alla trasmissione degli impulsi nervosi e ha un ruolo importante nelle funzioni normali del cervello.

Ci sono alcuni amminoacidi essenziali che giocano un ruolo chiave nel metabolismo dei neurotrasmettitori.

Tra questi, la metionina, la fenilalanina e il triptofano sono particolarmente importanti, poiché da essi derivano neurotrasmettitori come acetilcolina, adrenalina, noradrenalina, dopamina, serotonina e melatonina.

È evidente che un corretto assorbimento intestinale è cruciale per il metabolismo efficace di queste molecole.

Interessante è il fatto che il 90% della serotonina, comunemente nota come “ormone del buon umore”, viene sintetizzata nell’intestino, mentre la restante parte viene prodotta dall’encefalo.

Questa molecola ha un ruolo fondamentale: nell’intestino modula la motilità, mentre a livello cerebrale contribuisce a regolare l’umore, aiutando a combattere ansia e depressione.

 

Dieta per diminuire lo stress e l’ansia

Per controllare l’iperproduzione di ormoni dello stress, responsabile dei disturbi dell’asse cervello-stomaco-intestino-microbiota, è consigliabile adottare una dieta che:

  • Limiti alimenti potenzialmente infiammatori o allergenici: è importante ridurre il consumo di cibi che possono scatenare reazioni infiammatorie o allergiche.
  • Limiti il carico insulinico giornaliero: occorre fare attenzione a non sovraccaricare l’organismo con un eccesso di stimoli insulinici, che possono derivare dal consumo eccessivo di zuccheri e carboidrati raffinati.
  • Preveda pasti semplici e nutrienti: è consigliabile consumare pasti costituiti da pochi alimenti e ingredienti semplici, ma ricchi di nutrienti essenziali.

In generale, è fondamentale non eccedere con i carboidrati e assicurarsi un adeguato apporto di proteine, lipidi e fibre alimentari.

Monitorare la quantità di zuccheri raffinati consumati durante la giornata è cruciale per evitare picchi insulinemici significativi.

Consumare pasti semplici, ma nutrienti, può essere una buona abitudine alimentare.

 

Vitamina D, ansia e depressione

La vitamina D gioca un ruolo significativo in relazione allo stress, all’ansia e alla cattiva digestione.

Numerosi studi hanno evidenziato una connessione tra la carenza di vitamina D e l’insorgenza di disturbi come ansia e depressione.

Questa vitamina, infatti, può influenzare direttamente il tono dell’umore e le condizioni correlate, come ansia e depressione.

Uno degli aspetti chiave di questa connessione è che bassi livelli di vitamina D sono stati associati a ridotti livelli di serotonina in persone che soffrono di disturbi cronici dell’umore.

La carenza di vitamina D è piuttosto comune oggi giorno e costituisce un fattore di rischio per l’aumento dell’incidenza di disturbi depressivi.

La vitamina D non solo aiuta nella regolazione dell’umore, ma contribuisce anche alla salute delle ossa, alla funzione immunitaria e alla riduzione dell’infiammazione.

 

Vitamina B12, ansia e stress

I folati e la vitamina B12 svolgono un ruolo cruciale nel metabolismo delle catecolamine, importanti neurotrasmettitori coinvolti nelle risposte di ansia e stress.

Le catecolamine, tra cui noradrenalina e adrenalina, vengono rapidamente degradate nel corpo, avendo un’emivita di soli pochi secondi.

Durante periodi di stress, il corpo richiede livelli elevati di queste sostanze.

La vitamina B12 agisce come cofattore per la metiltransferasi, un enzima che ha il compito di convertire la noradrenalina in adrenalina.

Questo processo è essenziale per gestire adeguatamente le situazioni di stress e ansia.

Pertanto, una carenza di vitamina B12 può compromettere la capacità dell’organismo di rispondere efficacemente a tali stimoli.

La vitamina B12, oltre a questo ruolo, è anche importante per molte altre funzioni corporee, come la formazione di globuli rossi e la salute del sistema nervoso.

 

Vitamina C e stress

La vitamina C è fondamentale per numerosi processi biochimici nel corpo, svolgendo un ruolo cruciale nell’interazione e sinergia tra i vari nutrienti.

Questa vitamina ha molteplici funzioni, tra cui il supporto alla salute mentale e all’umore, e l’aiuto nella gestione dello stress.

È coinvolta attivamente nella conversione della dopamina in noradrenalina e essenziale per il metabolismo di importanti neurotrasmettitori e ormoni come la serotonina, la dopamina, l’aldosterone e il cortisolo.

Si è osservato che una carenza cronica di vitamina C può essere associata a stati depressivi e ansiosi.

In particolare, la produzione di cortisolo, un ormone cruciale nella risposta allo stress del corpo, dipende fortemente dalla disponibilità di vitamina C.

Alcune ricerche indicano che la vitamina C gioca un ruolo importante nella sintesi di cortisolo e di altre molecole legate allo stress.

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