Okja, nuovo film disponibile su Netflix // Perché vederlo

Ormai è diventato il tema centrale di molti dibattiti, conferenze, ma soprattutto riflessioni. Essere o non essere vegetariani? Mangiare o non mangiare carne? I pareri sono discordanti sull’argomento ma una cosa è certa: Okja farà riflettere anche il carnivoro più convinto.

okja - film - netflix


Perché la storia è stata scritta e diretta da Bong Joon-ho con
passione, dolcezza, il ritmo nella prima parte della vicenda è lieve, come una carezza. Siamo in Corea del Sud, in un paese sperduto tra i monti dove la piccola Mija, interpretata da una brava ed espressiva An Seo Hyun, vive la sua infanzia insieme al nonno e ad un’amica speciale: Okja, un enorme maiale dagli occhioni dolci e buoni, come la sua anima. 

Okja e Mija passano le loro giornate tra le foreste e i torrenti del posto, divertendosi, come una coppia di amiche. Tutto bellissimo finché non arriva la pazza e malata multinazionale Mirando (creatrice di questi big maiali) e si porta via Okja, verso New York City

Ecco da qui inizia la seconda parte, molto più action movie, dove l’azione si alterna all’emozione e all’animo infranto sia di Mija che Okja, consapevole, purtroppo, del suo crudele destino imminente.

Nella parte dell’ostinata e ossessionata dal potere e direttrice dell’impero Mirando c’è lei, Lucy Mirando che solo un’attrice glaciale e trasformista come Tilda Swinton poteva interpretare in quel modo, capace di far crescere nello spettatore quella voglia di mettere lei e la sorella gemella, anche solo per un secondo al posto di Okja. Mija cercherà, insieme ad un’armata di animalisti, di salvare Okja.  

tilda - swinton - ojja

La chiave di lettura non sta e non può stare solo nell’aspetto puramente animalista. Il film è lo specchio dell’avidità, della cattiveria, dell’ossessione per l’apparenza e per i soldi che annebbia la nostra società e fa sì che tutto venga concesso. Ci permettiamo di macellare con un colpo alla testa migliaia di bestie solo per il nostro piacere personale senza pensare che dietro c’è un essere che pensa, ama e soffre. Permettiamo che lo spreco prenda il sopravvento perché il banco del supermercato deve essere sempre ricolmo e rifornito di cibo. E’ una ruota che gira, avidità + potere + sfruttamento = cash. Senza sosta.

Okja è un colpo forte al cuore perché, nella sua semplicità riflette sui valori essenziali della vita: essere felici e vivere con persone o, in questo casi animali, che ci rendono felici e viceversa.

Un inno alla libertà, oltre il discorso vegetariano – carnivoro, il film è una carica emozionale fortissima grazie alla voglia di lottare di Mija, una vera combattiera e allo sguardo di Okja, che, anche se non parla, è la comunicatrice più diretta del film. Okja per la gemella terrificante e senza cuore Mirando è solo un pugno di dollari, carne ottima e nient’altro. Avidi con il simbolo del dollaro al posto del cuore, disposti a creare dei super maiali in provetta, per provvedere ancora di più ad alimentare questo marcio sistema

Come scrivevo poco fa è vero, il film se volete ha una visione molto semplice che a volte risuona anche un po’ banale, non ci sono manierismi e neanche effetti speciali ma per spiegare questo argomento credo che l’unico mezzo a nostra disposizione sia proprio questo: l’anima. E questo film ce l’ha.

Nel film anche Jake Gyllenhaal nei panni di un pazzo dipendente – zoologo della Mirando e Paul Dano, attivista che aiuterà Mija nella corsa verso la liberazione di Okja. Due attori molto diversi tra loro come le loro parti ma in grado di dare un ulteriore slancio al film. E ovviamente, per tutti voi, amanti di Breaking Bad, c’è il nostro caro Giancarlo Esposito (Los Pollos Hermanos) che però sostiene una parte secondaria e di poca importanza (ma noi lo amiamo lo stesso).

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