King Arthur // La regia di Guy Ritchie è puro stile

Premetto che sto per girare la prossima recensione proprio su King Arthur e si, mi è piaciuto parecchio. Detto questo mi dispiace leggere da giorni recensioni negative sul film e sul flop che sta facendo ai botteghini, in particolare in USA dove sappiamo benissimo il peso di Hollywood che tende sempre a schiacciare i prodotti europei.

MA LEGGERE CHE NEL FILM NON C’È UNA FIGURA FEMMINILE FORTE, BEH SIGNORI QUI CI SONO DEI PROBLEMI.

Le fila nel film sono tirate dal personaggio della Maga, interpretato dalla giovane e carismatica Astrid Berges Frisbey che è davvero la chiave si svolta del film. Eh sì, è proprio una donna.

Non ci sono “lady” forti ma è davvero così? Gli uomini nel film vengono manipolati da donne intelligenti (Maggie tra l’altro interpretata dalla Grace di Peaky Blinders, l’attrice Annabelle Wallis) quindi non capisco proprio questo attacco gratuito. Si fa un confronto con le figure femminili di Game of Thrones ma solo perché non ce la Cercei ammazzatutti allora non va bene? Qui invece ci sono personaggi femminili complessi allo stesso modo e forti allo stesso modo quindi le polemiche stanno a zero.

Si parla anche della sfortuna che King Arthur ha avuto nell’uscire la stessa settimana di Alien ma fidatevi, per me non c’è paragone a sto giro.

Credo invece che la polemica venga fomentata dal fatto che Guy Ritchie è riuscito a fare un’operazione innovativa reinventando la storia come un gangster movie, introducendo l’ironia, il sarcasmo e strizzando l’occhio al suo cinema, quello di The Snatch e Sherlock pur raccontando la storia di Re Artù.

GLI ATTORI? Beh signori anche qui mi dispiace ma se mi criticate Jude Law e Charlie Hunnam in queste parti allora ci sono dei problemi a mio avviso.

Insomma, le critiche, ripeto, stanno a zero. Il film è geniale e merita la visione. Ah, ovviamente al cinema perché le musiche sono qualcosa di sublime.

Buon cinema 💗

Lascia un commento